§ 5.- CALCOLO DEL MOVIMENTO DI UNA PARTICELLA VINCOLATA
5.1 - Particella vincolata ad una linea liscia
Una linea nello spazio è definita dalla funzione
, dove t è un parametro qualunque (non necessariamente il tempo). Se nell'intervallo t1<t<t2 si ha che
per t1<t'<t"<t2 allora la linea si dice semplice; se
la linea si dice chiusa.
Consideriamo due punti infinitamente vicini
ed
. La corda che li unisce è il vettore
-
. Al tendere a zero di dt, questo vettore tende a
e la corda alla tangente alla linea nel punto considerato. Si può definire allora un versore tangente alla linea come :
(5.1) 
La distanza tra due punti infinitamente vicini sarà :
(5.2) ![]()
e quindi la lunghezza dell'arco di linea preso a partire da un generico punto individuato dal parametro t1 :
(5.3) ![]()
La lunghezza dell'arco s può venir assunto come il parametro naturale della linea invece di t. In questo caso
(5.3) 
Siano
,
ed
tre punti infinitamente vicini. Questi tre punti individuano un piano che conterrà anche i vettori :
(5.4) 
Al tendere di ds a zero, il piano raggiunge una posizione limite individuata dai vettori derivata prima e seconda del vettore posizione. Questo piano limite è detto piano osculatore.
Derivando la relazione :
(5.5) ![]()
si ottiene :
(5.6) ![]()
cioè
e
che giacciono nel piano osculatore, sono ortogonali. Se si definisce
(5.7) 
si può definire il versore normale :
(5.8) ![]()
che individua la normale principale alla linea.
Per vedere il significato geometrico di R, si osservi che il coseno dell'angolo formato dalle tangenti relative a due punti infinitamente vicini è :
(5.9) ![]()
Sviluppando in serie si ottiene :
(5.10) 
R rappresenta il reciproco della derivata dell'angolo formato dalla tangente con l'arco ed è quindi il raggio di curvatura.
Una seconda normale alla linea può essere definita in modo tale da formare una terna destrorsa con
ed
:
(5.11) ![]()
Questo nuovo versore si chiama binormale.
La terna costituita dai tre versori
,
e
è detta terna intrinseca della linea considerata.
Come calcolo d'esempio, si consideri la linea di equazione :
(5.12) ![]()
Il versore tangente risulta :
(5.13) 
Quello normale :
(5.14) ![]()
E quello binormale :
(5.14) 
L'equazione di moto in forma vettoriale per una particella vincolata ad una linea inerziale e liscia si scrive :
(5.15) ![]()
dove
è il risultante delle forze attive agenti sulla particella e
quello delle forze reattive che, per l'ipotesi di vincolo liscio, sono normali al vincolo stesso.
Se la (5.15) si proietta sulla terna intrinseca della linea, si ottiene :
(5.16) 
poiché
(5.17) ![]()
e derivando rispetto al tempo
(5.18) 
Come si vede dalle (5.16), per il calcolo del movimento è sufficiente risolvere la prima equazione che non contiene la reazione vincolare e che fornisce la legge oraria s(t) con cui la particella percorre la linea. Le altre due equazioni permettono di calcolare il modulo e la direzione della reazione vincolare in ogni punto della linea.
Esempio 2 : particella su un vincolo reonomo
Esempio 3 : calcolo della reazione vincolare
Esempio 4 : particella in una buca di potenziale
5.2 - Particella vincolata ad superficie liscia
Poiché i gradi di libertà sono due, la posizione della particella sulla superficie può sempre essere individuata per mezzo di due coordinate lagrangiane q1, q2
(5.19) ![]()
Si osservi che i due vettori
e
individuano in ogni punto il piano tangente alla superficie. Della reazione vincolare, sappiamo che è diretta ortogonalmente alla superficie perché il vincolo è liscio. Moltiplicando scalarmente l'equazione fondamentale della dinamica (5.15) per
e
si ottiene quindi :
(5.20) 
dove :
(5.21) 
Le due equazioni (5.20) non contengono la reazione vincolare e consentono di determinare le funzioni incognite q1(t) e q2(t) che individuano ad ogni istante la posizione della particella sulla superficie.
Esempio 5 : particella su superficie cilindrica